SSD PERCHE’ PREFERIRLA ALLA ASD

Nei giorni in cui si discutono gli ultimi emendamenti alla Legge di Bilancio per il 2018 che renderà definitivo l’approdo nel mondo sportivo dilettantistico della Società Sportiva “lucrativa”, riteniamo opportuno richiamare l’attenzione sulla più datata Società Sportiva Dilettantistica a responsabilità limitata (o “SSD”).

Sebbene sia stata introdotta da oltre quindici anni (art. 90 della L. 289/2002) la SSD sta trovando un adeguato utilizzo sul “campo” solo in questi ultimissimi tempi principalmente in presenza di realtà sportive più complesse ma soprattutto, come vedremo poi, per i vantaggi che attribuisce ai soci in termini di responsabilità ed esposizione patrimoniale.

 

Al contrario della “creatura” che sta per nascere in questi giorni, la SSD non permette la distribuzione, neanche indiretta, di utili o avanzi di gestione, di contro può godere di tutte le agevolazioni fiscali (e previdenziali) previste per le ASD:

  1. Il regime di vantaggio previsto dalla L. 398/1991 (semplificazioni contabili e determinazione forfetaria delle imposte sui redditi e dell’IVA);
  2. Accesso (per i soggetti in 398/91) a esenzione da imposizione diretta dei ricavi fino ad euro 51.645,69 realizzati in occasione di raccolta fondi (non superiori a due l’anno);
  3. Imposta di registro in misura fissa;
  4. Esenzione da tasse di concessioni governative;
  5. Esenzione fiscale fino a € 10.000,00  l’anno per i percettori di compensi sportivi e dei collaboratori amministrativi gestionali (a partire dal 2018);
  6. Esclusione da Irap dei compensi sportivi e dei compensi ai collaboratori amministrativi gestionali;
  7. Presunzione di spesa pubblicitaria dei corrispettivi per pubblicità fino a € 200.000 (le aziende sponsor possono dedurre come spesa dal proprio reddito per “presunzione legale”);
  8. Esenzione IVA e IRES sui corrispettivi specifici ricevuti dai tesserati per prestazioni erogate a favore degli stessi (abbonamenti, corsi sportivi, ecc.);
  9. Esclusione dall’applicazione della norma sulla perdita della natura di ente non commerciale in presenza di proventi commerciali superiori a quelli istituzionali;
  10. Accesso al fondo di garanzia presso il credito sportivo;
  11. Applicazione dell’accise ridotta su gas metano;
  12. Esenzione per le pubblicità realizzate negli impianti (inferiore 3.000 posti) utilizzati per manifestazioni sportive dilettantistiche;
  13. Detrazione delle spese di iscrizione ai corsi per giovani fino a € 210 annui;

Ma i vantaggi fiscali non sono l’unica motivazione che possono giustificare (e in alcuni casi far preferire) la scelta della SSD in luogo della classica ASD.

 

Responsabilità patrimoniale perfetta
La SSD, in quanto società di capitali, è responsabile delle obbligazioni sociali esclusivamente con il proprio patrimonio. Nelle ASD (che nella stragrande maggioranza sono “non riconosciute”) per le obbligazioni sociali i creditori possono rivalersi anche nei confronti degli amministratori. Tale responsabilità è solidale per cui i creditori dell’Associazione potranno rivolgersi agli amministratori prima di avere escusso l’associazione. La responsabilità personale di natura patrimoniale è a carico del Legale Rappresentante ma alcune volte può essere estesa anche a tutti i componenti il Consiglio Direttivo. Nelle SSD, al contrario, gli amministratori pur agendo in nome e per conto della società non sono esposti a responsabilità diretta conseguenti l’eventuale inadempimento da parte della società (a meno che non si dimostri “colpa grave” o “dolo”).

 

Maggiore attenzione agli adempimenti
La scarsa attenzione nelle ASD per gli adempimenti di natura amministrativa, come ad es. la tenuta del libro soci, la redazione dei verbali, il rendiconto, ecc., spesso espone l’ente associativo a contestazioni sulla sua natura “no profit” con conseguenti danni anche patrimoniali a danno degli stessi dirigenti. Nella SSD, al contrario, gli obblighi sanciti dal Codice Civile e dal Registro Imprese essendo più stringenti sono spesso seguiti da consulenti esterni e vengono di fatto sempre rispettati.

 

Semplificazioni contabili
L’impianto contabile di una SSD è quello tipico delle SRL, prevede registri obbligatori e obbligo di tracciare tutti i movimenti finanziari sul Libro Giornale. Questo aspetto viene curato da consulenti esterni e sgrava i dirigenti dalla maggior parte delle incombenze contabili che nelle ASD devono essere seguiti dal Tesoriere.

 

Semplificazioni amministrative
Nella SSD non deve essere gestito il libro soci (i frequentatori del centro sportivo potranno essere al più tesserati direttamente dalla Federazione o Ente Affiliante). Per questo motivo nelle SSD vengono meno gli obblighi che, al contrario, hanno i dirigenti delle ASD al fine di garantire l’esercizio dei diritti previsti dallo statuto a tutti i soci per non perdere le agevolazioni fiscali (parità,  trasparenza, coinvolgimento nella vita associativa, opportunità di rivestire cariche sociali, partecipazione alle assemblee, ecc.).

 

Base societaria ridotta
Solitamente nelle ASD i soci fondatori in sede di costituzione assumono l’incarico di amministratori. Un incarico che la Legge attribuisce per un massimo di quattro anni ma che molto spesso viene ricoperto vita natural durante, a volte senza poter dare prova di una legittima formale rielezione. Questa situazione, molto frequente, sostanzia una gestione oligarchica riservata a pochi, tipica di una “società di fatto”, e concreta il rischio di vedersi disconosciuto lo status “no profit”. Nelle SSD i soci fondatori sono gli unici soci della società, eleggono gli amministratori senza dover coinvolgere terze persone  (es.frequentatori), possono di fatto dichiararsi “proprietari” delle quote sociali, sebbene lo scopo dell’attività debba in ogni caso rimanere non lucrativo.

 

Impiantistica sportiva
Per la gestione e la manutenzione di impianti sportivi, pubblici o privati, molto spesso è necessario accedere a notevoli risorse finanziarie e la SSD può risultare un soggetto maggiormente idoneo a gestire esposizioni finanziarie quando di notevole entità, sia sotto il profilo dell’ottenimento diretto del credito bancario (in presenza di buoni “numeri” nei bilanci degli anni precedenti), sia sotto il profilo della esposizione e responsabilità dei soci e/o degli amministratori.

 

Accesso ai bandi nazionali e non
Le SSD hanno l’obbligo di iscrizione al Registro delle Imprese e molto spesso i bandi per l’accesso a forme di agevolazioni finanziarie (vai alla sezione dedicata) indicano quale requisito per l’accesso agli stessi l’iscrizione al Registro Imprese (vedi esempio recente), requisito non posseduto dalle ASD.

 

Si può dunque concludere che la SSD presenta innegabili vantaggi, da pesare tuttavia attentamente con i non trascurabili maggiori costi sia di costituzione (è necessario il ricorso al Notaio) che di tenuta contabile (stessi adempimenti della SRL). Non può rappresentare ovviamente una soluzione adatta per tutti ma sicuramente una opportunità da valutare con grande attenzione.