ASD/SSD COME GESTIRE CORRETTAMENTE IL CONTANTE

Con l’odierno contributo cerchiamo di chiarire le norme che riguardano gli enti sportivi dilettantistici senza fine di lucro in tema di tracciabilità delle operazioni in contanti.

 

La questione appare di estrema importanza considerato che non sono rari i casi in cui cui ASD/SSD si trovano a “maneggiare” anche ingenti somme di denaro.

Si pensi, ad esempio, agli incassi delle quote di di tesseramento o iscrizione ai corsi che, seppur singolarmente di importo esiguo, cumulandosi in pochi giorni possono raggiungere soglie fino a diverse migliaia di euro.

 

Nonostante la Legge di Stabilità del 2016 abbia aumentato ad euro 3.000,00 il limite del divieto di utilizzo del contante (normativa antiriciclaggio di cui al D.Lgs. 231/2007), sull’argomento gli enti sportivi dilettantistici senza fini di lucro devono ancora fare riferimento all’ art. 25, comma 5, L. 133/1999.

Secondo tale normativa tutti i versamenti e i pagamenti di importo pari o superiore ad euro 1.000,00 devono essere disposti attraverso conti correnti bancari o postali intestati all’ente sportivo, ovvero effettuati mediante carte di credito o bancomat o altri sistemi di pagamento, che consentano concretamente lo svolgimento di efficaci e adeguati controlli (ad esempio, assegni non trasferibili intestati all’ente sportivo destinatario dei versamenti piuttosto che pagamenti tramite bollettini postali).

 

Nei casi di violazione del predetto obbligo di tracciabilità, a decorrere dal 1° gennaio 2016 (data da cui decorrono alcune modifiche apportate all’articolo 25, comma 5, L. 133/1999), non si incorre più nella decadenza dal regime agevolato di cui alla L. 398/1991 ma unicamente nell’irrogazione di una sanzione amministrativa da 250 euro a 2.000 euro.

 

Per quanto sopra esposto, anche nei casi in cui l’ente sportivo effettui versamenti cumulativi sul proprio conto corrente per importi complessivamente pari o superiore a 1.000 euro, si ritiene che, al fine di rispettare l’obbligo di tracciabilità, si debbano adottare precise modalità di documentazione e contabilizzazione al fine di scongiurare il pericolo di violazione della predetta disciplina.

 

Come ben chiarito dall’Agenzia delle Entrate nella recente Circolare n. 18/E del 01 agosto 2018 una procedura idonea che può certamente limitare i casi di contestazione sulla gestione del contante nei casi dei versamenti cumulativi di ingenti somme, potrebbe essere:

  1. per ogni singola quota di iscrizione ai corsi o di affiliazione rilasciare un’apposita quietanza, copia della quale dovrà essere conservata dall’ente stesso;
  2. annotare in via analitica su un apposito registro le entrate e le uscite, indicando i nominativi dei soggetti, la causale e l’importo incassato o pagato;
  3. dare evidenza di dette quota di iscrizione ai corsi o di affiliazione in sede di redazione del rendiconto economico finanziario (se ASD) o nel bilancio di esercizio (se SSD).

In tal modo potranno intendersi compiutamente soddisfatte anche le esigenze informative degli associati che dei terzi in ordine alla corretta gestione economica e finanziaria dell’ente stesso.

 

Sempre in tema di contanti va ricordato che nel caso di erogazioni liberali vige l’obbligo della tracciabilità del pagamento per qualsiasi importo come condizione, per chi effettua l’elargizione, di accedere ai benefici fiscali connessi, trattandosi di un principio che vale per tutte le donazioni agevolate (Risoluzione n. 199/E del 3 agosto 1999).