SGRAVI FISCALI PER CHI SOSTIENE LO SPORT

Aggiornamento del 07 gennaio 2020

La Legge di Bilancio 2020 dispone che a partire dal 01.01.2020 la possibilità di beneficiare della detrazione del 19% prevista per le attività sportive dei ragazzi è prevista solo se le citate spese siano effettuate con “modalità tracciabile” ovvero pagate con carte di credito, bancomat, bonifici bancari o postali e assegni.

 

Articolo del 7 maggio 2019

Nel periodo in cui si cominciano a riordinare i documenti per redigere la prossima dichiarazione dei redditi, facciamo un piccolo focus sulle agevolazioni concesse ai contribuenti che investono o sovvenzionano lo Sport.

 

Una delle maggiori criticità dello sport dilettantistico, infatti, è rappresentata dalla difficoltà nel reperire i mezzi finanziari necessari per il sostenimento della propria attività. Oltre alle normali entrate legati agli incassi degli spettacoli sportivi con pubblico pagante, alla rivendita dei diritti radiotelevisivi, agli introiti da parte degli sponsor, ai corrispettivi per la cessione degli atleti, ecc. esistono altri canali che possono costituire una valida e integrativa forma di finanziamento dell’attività degli enti che operano nel settore dello sport dilettantistico. Per stimolare questi canali lo Stato propone delle formule che portino un beneficio anche per il sovventore.

 

Attività sportiva dei ragazzi 

E’ possibile recuperare, in sede di dichiarazione dei redditi, fino ad euro 40,00 circa sulle spese sostenute per l’abbonamento o l’iscrizione annuale ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture o impianti sportivi per la pratica di sport dilettantistici di bambini e adolescenti di età compresa tra i 5 e i 18 anni. L’agevolazione è riconosciuta al sovventore anche se il ragazzo non risulta fiscalmente a carico di chi paga o non sia ad esso legato da vincoli di parentela. Per fruire della detrazione,  la spesa deve essere certificata da mezzi tracciati (bonifico bancario o bollettino postale, da fattura, ricevuta o quietanza di pagamento) da cui risultino:

  • dati del soggetto che eroga il servizio sportivo (denominazione o ragione sociale o nome cognome e sede legale o residenza, nonché codice fiscale);
  • dati anagrafici del praticante l’attività sportiva e codice fiscale del soggetto che effettua il pagamento;
  • importo pagato per la prestazione resa e causale del pagamento;
  • attività sportiva esercitata.

Erogazioni liberali

Chiunque (persona fisica o giuridica) eroghi una liberalità ad una ASD o SSD può beneficiare di una detrazione dalla propria imposta pari al 19% dell’importo corrisposto a titolo di donazione, fino a concorrenza del limite di € 1.500 l’anno (perciò la detrazione massima consentita all’anno per contribuente è pari ad € 285). Tale detrazione è ammessa a condizione che il versamento sia effettuato tramite mezzi tracciati (assegno bancario non trasferibile, bonifico, giroconto, conti correnti postali, carte di credito o bancomat), a prescindere dall’importo dell’erogazione liberale. L’agevolazione non è prevista per le società di persone (SNC, SAS, ecc.).

 

5 per mille

I contribuenti possono sostenere le ASD (e non solo) che svolgono una rilevante attività di interesse sociale, attraverso la destinazione del 5 per mille delle proprie imposte. In pratica, lo Stato rinuncia ad una quota degli introiti fiscali del contribuente che segnala nell’apposita sezione della sua dichiarazione dei redditi il CF dell’Ente sportivo beneficiario. Per far accreditarsi nella lista degli Enti beneficiari l’ASD deve produrre apposita istanza (per maggiori info clicca qui).

 

Sport Bonus

E previsto un credito di imposta pari al 65% dell’importo corrisposto per interventi di manutenzione e restauro di impianti sportivi pubblici e per la realizzazione di nuove strutture sportive pubbliche. Questa agevolazione spetta a:

  • Persone fisiche (nel limite del 20% del reddito imponibile);
  • Imprese (nel limite del 20% del reddito imponibile);
  • Enti non commerciali (nel limite del 10 per mille dei ricavi annui).

Ammodernamento impianti di calcio

Alle società della Lega di serie B, Lega Pro e CND è riconosciuto un credito d’imposta pari al 12% (fino ad un massimo di 25.000 euro) delle spese per interventi di ristrutturazione degli impianti calcistici in regime di proprietà o di concessione amministrativa.