9 luglio 2019 – Info Pillole

COMPENSI SPORTIVI PER ADDETTO AL CAMPO

La Ris. n. 34/2001 dell’Agenzia Entrate ritiene che i fruitori delle agevolazioni siano solo i soggetti che partecipano direttamente alla realizzazione della manifestazione sportiva dilettantistica e che svolgono funzioni indispensabili per la realizzazione dell’evento. L’art 35 D.L. 207/2008 elenca le attività che giustificano la percezione dei compensi sportivi, ovvero: – FORMAZIONE; – DIDATTICA; – PREPARAZIONE all’attività sportiva dilettantistica. Da queste indicazioni potremmo circoscrivere le figure che possano percepire compensi esenti nelle seguenti figure: – ATLETI; – ALLENATORI – GIUDICI; – COMMISSARI. Per quanto sopra, laddove l”addetto al campo” si occupi di operazioni preparatorie al singolo evento (es. partita, gara, ecc.), non anche in occasione degli allenamenti settimanali, direi che la cosa potrebbe funzionare. Diversamente occupandosi di prestazioni rese indipendentemente dallo svolgimento di una gara, rientrerebbe nella casistica della “prestazione amministrativo/gestionale”, In tale caso la norma richiede una serie di adempimenti aggiuntivi (comunicazione Centro per l’impiego, cedolino paga, ecc.).

 

LE BAS (Base Associativa Sportiva)

Il CONI le contempla come soggetti privi dei requisiti per essere riconosciuti come “sportivi” in ambito del Registro (come le ASD/SSD) ma, di fatto, sono organizzazione che a pieno titolo popolano il mondo sportivo dilettantistico. Sono delle aggregazioni di diversa natura (società aderenti, oratori, gruppi scolastici, tem sportivi, ecc.) che partecipano alle attività organizzate da FSN/EPS. Sono necessariamente composte da persone tesserate FSN/EPS poiché, diversamente, non potrebbero partecipare alle attività organizzate da queste ultime.  Le BAS, a mio avviso, non possono essere affiliate a FSN/EPS anzitutto perché non hanno una dignità giuridica (essendo delle “organizzazioni di fatto”) ma anche perché il Regolamento degli EPS del 28 ottobre 2014 (delibera n. 1525) stabilisce (art. 1) che gli EPS sono “costituiti” da ASD/SSD (attraverso il meccanismo dell’affiliazione) mentre le BAS “partecipano” (senza esserne affiliate) alle attività degli EPS.

 

ASD E LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE

E’ di pochi giorni la notizia della proroga al 30.06.2020 del termine per adeguare lo Statuto sociale alla nuova normativa al fine di poter valutare  se iscriversi o meno al nuovo Registro Unico Enti Terzo Settore (RUNTS).
A mio modestissimo avviso, per le sportive la questione rappresenta un falso problema.
Il passaggio al nuovo “status”, infatti, per una ASD comporterebbe:
– limiti alla esenzione fiscale dei corrispettivi ricevuti dai soci;
– un meno conveniente regime fiscale per le attività commerciali (al posto del regime di cui alla L.398/91);
– obbligo di assicurazione RC per i soci “volontari”;
– impossibilità ad erogare compensi sportivi a tutti i soci;
– obbligo deposito bilancio presso il RUNTS quando ricavi – commerciali sono superiori a 220.000 euro;
– obbligo dell’organo di controllo al superamento di alcuni valori di bilancio.

 

QUANDO IL PRESIDENTE RISPONDE DEI DEBITI FISCALI ASD

Il Legale Rappresentante di una ASD è responsabile dei tributi non pagati dall’Ente associativo anche se riferiti all’anno d’imposta in cui tale carica era ricoperta da una persona diversa. Lo stabilisce la Cassazione in una recente sentenza (n. 5684/2019) ribadendo che la responsabilità solidale e personale delle persone che hanno agito in nome e per conto della associazione non riconosciuta, in aggiunta a quella del fondo comune, nel caso dei tributi dovuti dalla ASD è  legata all’attività di autoliquidazione dei redditi e determinazione dell’imposta, ovvero l’anno in cui si compila e trasmette la relativa dichiarazione dei redditi. Per questo motivo è il Legale Rappresentante in carica in quel momento a rispondere solidalmente  per omessa, infedele, errata dichiarazione dei redditi della ASD, seppure i redditi sono riferibili all’anno precedente in cui lo stesso non era investito di tale carica.